giovedì 26 aprile 2012

Credito alle famiglie e imprese: allarme Bankitalia

Continua a contrarsi il credito del sistema bancario nei confronti di famiglie e imprese. Questo è il succo del bollettino economico di aprile emanato da Bankitalia che quindi conferma una tendenza già in atto negli ultimi mesi e che non accenna a scemare.

In particolare nel trimestre che va dal dicembre 2011 al febbraio 2012 sarebbe sceso di due miliardi il flusso dei prestiti nei confronti delle famiglie e addirittura di 16 miliardi per quanto concerne alle imprese.

Tuttavia gli esperti di Palazzo Koch hanno avuto modo di appurare una disparità di comportamento tra grandi istituti bancari e piccoli con i primi che starebbero continuando a tirare la cinghia mentre gli altri starebbero gradualmente invertendo la tendenza e aumentando il credito per un complessivo 2,8%.

Le difficoltà che sono alla base di questa dinamica sono da ricondurre secondo Bankitalia alla difficoltà di raccolta del risparmio e alla scarsa liquidità delle banche.

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A dispetto dei dati rimane l’anomalia di costi che per le famiglie crescono più velocemente che per le imprese le quali pagano in media il 4,2%. I mutui destinati alle famiglie invece pesano in media il 4% se sono variabili, il 5,1% se sono fissi.

Sull’attuale situazione pesa l’incertezza dei mercati internazionali dovuta al rallentamento del commercio, i rischi di investimento in Italia rimangono per tanto alti anche a dispetto delle efficaci politiche di contenimento della spesa pubblica messe in atto dal governo.

La crisi, accerta Bankitalia, ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie del 5% in 4 anni spingendo al ribasso tanto i consumi che il risparmio con le conseguenti difficoltà del sistema bancario a raccogliere liquidità. I consumi infatti calano dello 0,8% trascinati al ribasso dai beni durevoli mentre il tasso di risparmio scende di 0,7 punti percentuali per assestarsi al 12% complessivo.

Il livello di indebitamento delle famiglie rimane stabile e decisamente inferiore alla media continentale. Si rivela infine una crescita del costo del credito al consumo.

giovedì 19 aprile 2012

Prestiti personali Social Finance

Prestiti personali

Cosa accade se si incontrano il mondo del social lending sempre più in voga e il mondo dei social network? Un risultato di questa singolare commistione potrebbe essere So.Fi. che sta per Social Finance ed è una piattaforma ideata nell’ambito dei college americani in cui si mettono in relazione finanziatori e finanziati nell’ambito di una platea di studenti, ex studenti e professori.
Uno strumento che se da noi deve ancora fare il suo ingresso negli Stati Uniti è già entrato nell’uso comune come strumento indispensabile per la gestione del quotidiano ma anche per mantenersi agli studi che, soprattutto in quel paese, a livello universitario sono particolarmente costosi.

L’idea è nata ad alcuni ex alunni della celebre Stanford University che con Social Finance hanno  creato un ibrido tra banca e social network nel cui ambito vengono offerti prestiti personali agli studenti.

social finance

Social Finance

Il fondo che sostiene l’iniziativa è già piuttosto cospicuo: 2 milioni di dollari raccolti dai risparmi, tra gli altri, di 40 studenti investitori. Un’idea dal successo così repentino che già si pensa all’ingresso in 40 nuove realtà universitarie tra le quali le prestigiose Harvard e Columbia University per un investimento complessivo di ulteriori 150 milioni dollari in vista dell’anno accademico 2012 2013.

I prestiti personali offerti tramite questa piattaforma rappresentano una valida alternativa persino a confronto dei prestiti statali che, seppure a tassi vantaggiosi compresi tra il 6,8% e il 7,2%, risultano meno convenienti del tasso offerto da Social Finance che è pari a l 5,99% per un prestito personale a quindici anni.

La formula ideata permetterebbe, oltre a un risparmio sul tasso, una garanzia per l’investitore che si avvantaggia di una minore possibilità di insolvenza perché il mancato rispetto degli impegni agli occhi di una comunità è un fattore di vergogna per il debitore che per contro si impegnerà al massimo per rispettare le proprie scadenze.

In Italia esistono molte banche che offrono il servizio di prestiti per gli studenti ma non ancora un servizio simile a Social Finance che, c’ è da scommetterci, potrebbe avere i numeri in futuro per sbarcare anche dalle nostre parti.

lunedì 16 aprile 2012

Rinnovo cessione del quinto o delega di pagamento?

Hai già in corso una cessione del quinto sullo stipendio, ma hai bisogno di altra liquidità?

Nel post di oggi cercheremo di rispondere a questo importante quesito illustrando le possibili soluzioni.
In buona sostanza, un dipendente già “cessionato” può percorrere due strade diverse:

Rinnovare la cessione del quinto.

Si tratta di un’operazione decisamente vantaggiosa poiché consente al richiedente di prolungare la data di scadenza del finanziamento in corso, mentre l’importo della rata mensile resta praticamente inalterato (salvo un sostanzioso aumento della busta paga).

Secondo le ultime disposizioni normative, il rinnovo della cessione del quinto è però possibile solo dopo aver superato i due quinti del piano di ammortamento.

Ad esempio, se la durata del finanziamento è di 10 anni, è possibile rinegoziare la cessione del quinto solo dopo 4 anni, cioè 48 rate. Se, invece, la durata non supera i 60 mesi, è possibile rinnovare il prestito quando si vuole.


Chiedere un prestito con delega di pagamento.

Qualora siano già trascorsi i tempi minimi di legge o si ha bisogno di una somma di liquidi più elevata, si può ricorrere alla delega di pagamento, un tipo di prestito concedibile ai lavoratori dipendenti che hanno già in corso una cessione del quinto sullo stipendio. Per ottenere questa “seconda trattenuta”del 20%,  occorre però il benestare del proprio datore di lavoro. Sarà infatti quest’ultimo a rimborsare puntualmente l’importo della rata trattenendola direttamente dalla busta paga del dipendente.

Quali le differenze?

  • Rinnovare la cessione del quinto vuol dire rifare il finanziamento, estinguendo al contempo quello già in corso. Nella delega di pagamento, coesistono sulla busta paga due diverse rate.

  • Mentre il rinnovo della cessione del quinto è possibile sia per i lavoratori dipendenti che per i pensionati, la possibilità di delega di pagamento esiste solo per i dipendenti statali e pubblici. 

domenica 15 aprile 2012

Prestiti ai dipendenti: di cosa si tratta?

Proseguiamo il nostro tour esplorativo nell’universo dei finanziamenti personali.

Se in un precedente post ci siamo occupati di coloro che il “traguardo pensione” l’han già tagliato, oggi è invece la volta di chi è ancora alle prese con turni di lavoro e buste paga.

Cosa sono i prestiti ai dipendenti?

Il prestito ai dipendenti è una tipologia di prestito, a tasso di interesse fisso, destinato sia ai lavoratori pubblici e statali sia a quelli privati (con contatto a tempo indeterminato). Grazie alla formula “cessione del quinto”, l’importo della rata viene trattenuto direttamente dalla busta paga e, come facilmente intuibile, non può superare la quinta parte dello stipendio netto mensile del richiedente.

Si tratta di un prestito non finalizzato. Questo vuol dire, in poche parole, che il lavoratore non deve dare alcuna spiegazione sul motivo della richiesta.


Quali sono le garanzie dei prestiti ai dipendenti?

Per questa forma di finanziamento, le banche non richiedono particolari garanzie. Il fatto di poter contare su uno stipendio fisso o sull’ eventuale TFR maturato, rappresenta di per sé una solida garanzia.

Qual è la durata del rimborso?

Nel caso dei prestiti a dipendenti, un grande vantaggio è costituito dal tempo complessivo di cui si dispone che può estendersi fino ai 10 anni. Altro beneficio è quello di pagare rate più basse di quelle previste dai finanziamenti  tradizionali.


Cos’è la delega nel prestito ai dipendenti?

Se il titolare è d’accordo, il lavoratore può richiedere un ulteriore credito su cui si applica la delega di pagamento. Sarà infatti lo stesso titolare a versare puntualmente alla banca un secondo quinto dello stipendio, detraendolo direttamente dalla busta paga del dipendente. In ogni caso, questa seconda trattenuta è facoltativa. Viene infatti accettata da quasi tutte le amministrazioni statali ma non da tutte le amministrazioni pubbliche o private.

mercoledì 11 aprile 2012

Cessione del quinto: quali vantaggi?

Quello dei prestiti è un mondo assai variegato che, via via, esploreremo tutto.

Oggi abbiamo deciso di dedicare un post ad una particolare forma di prestito personale: la cessione del quinto, più comunemente nota come “prestito dipendenti”.

Cos’è e come funziona la cessione del quinto?

La cessione del quinto è un prestito personale dedicato ai lavoratori dipendenti o ai pensionati. Mentre in un prestito tradizionale è il cliente a corrispondere la rata mensile alla propria Banca, la cessione del quinto ha come caratteristica il fatto che la rata di rimborso viene detratta direttamente dalla busta paga o dalla pensione.

Perché si parla di cessione del quinto?

Tale tipologia di finanziamento viene definita “del quinto” appunto perché l’importo di ogni rata non può superare la quinta parte dello stipendio netto mensile o della pensione.


Chi può richiedere un prestito cessione del quinto?

  • I dipendenti  pubblici o statali;
  • I dipendenti di aziende private;
  • I pensionati INPS e INPDAP.
È bene sottolineare che nel caso dei lavoratori dipendenti, il contratto deve essere a tempo indeterminato.

Quali sono le garanzie richieste?

La cessione del quinto non prevede la richiesta di garanzie reali ed effettive. Tuttavia, uno strumento di tutela del finanziatore è rappresentato dal salario stesso del dipendente, dal TFR cumulato o dalla pensione che spetta al pensionato. Inoltre, è prevista la sottoscrizione obbligatoria di una copertura assicurativa contro il rischio di vita e perdita dell’impiego.


Quali sono i vantaggi della cessione del quinto?

  • Ben 120 mesi disponibili per rateizzare il rimborso;
  • Rate a tasso fisso, pari al massimo ad un quinto dello stipendio o della pensione;
  • Facilità di ottenere il prestito anche in caso di debiti in corso o altre insolvenze;
  • Il non dover motivare la richiesta;
  • Poter chiudere il finanziamento in anticipo, risparmiano così gli interessi non maturati.
Per legge, quando si stipula il contratto di prestito del quinto, deve essere obbligatoriamente stipulata anche un’assicurazione vita e impiego, a vantaggio della società che emette il prestito. In caso di perdita di lavoro quest’ultima può rifarsi sul debitore nei limiti del TFR maturato, bloccando la possibilità di utilizzo dello stesso da parte del mutuatario. In caso di morte non c’è nessuna rivalsa nei confronti degli eredi.

sabato 7 aprile 2012

Prestiti ai Pensionati: cosa sono?

Finalmente in pensione. E adesso?

Questo il pensiero comune a moltissimi pensionati che, mentre da un lato si sentono finalmente liberi di dedicarsi interamente alla propria famiglia e ai propri interessi, dall’altro, si trovano a fare i conti con il caro vita e le spese (sempre più ingenti) da sostenere ogni mese.

Cosa può fare allora un pensionato che intende aiutare i propri figli o la dolce nipotina?

Può richiedere un prestito. Sono sempre più numerose, infatti, le Banche che cercando di rispondere alla crescente domanda di liquidità da parte del popolo della “terza età”, hanno formulato soluzioni finanziarie ad hoc: i prestiti per pensionati.


Cosa sono e come funzionano  i prestiti ai pensionati?

Un prestito ai pensionati è una tipologia di prestito a rata costante la cui caratteristica principale è che il rimborso mensile della rata viene trattenuto direttamente sulla pensione.

La durata del prestito varia dai 24 fino ad un massimo di 120 mesi.

Possono ottenerlo tutti i pensionati. Fanno eccezione i titolari di: pensioni e assegni sociali, assegni di sostegno al reddito, assegni nucleo familiare, pensioni di invalidità civile, pensioni del personale bancario.

Quali i motivi per richiedere un prestito pensionati?

Sono diverse le ragioni che possono spingere un pensionato a ricorrere ad un prestito finanziario.

In ogni caso, viste le enormi difficoltà economiche riscontrate attualmente dai giovani, tra i motivi principali primeggia, senza dubbio, il desiderio di dare una mano a figli o nipoti nell’acquisto di una casa o di un’automobile o aiutarli nel mantenimento degli studi.

Segue l’esigenza di affrontare spese mediche personali o per i propri familiari mentre, qualche volta, sembra emergere un sano “egoismo”. Raggiunta l’età pensionabile, sono tanti coloro che decidono di regalarsi il viaggio che non hanno mai fatto o hanno sempre desiderato.

lunedì 2 aprile 2012

Vacanze di Pasqua: viaggiare grazie ad un prestito

Manca davvero pochissimo all’arrivo della Santa Pasqua e nell’aria è tutta un’esplosione di colori e profumi primaverili. Le giornate si allungano e il clima si fa sempre più mite e carezzevole.

E con l’approssimarsi delle festività pasquali, aumenta anche la voglia di partire per prendersi una meritata pausa dal lavoro e dalla routine quotidiana.

Ma quanti sono gli italiani in partenza?

Le stime non sono delle più positive. Secondo una recente indagine dell’Adoc, sarà una Pasqua senza vacanze per il 70% degli italiani che hanno infatti deciso di restare a casa consolandosi con un goloso uovo di cioccolato.

Ma per chi proprio non intende rinunciare ad una piacevole gita fuoriporta o ad un meraviglioso week end, una soluzione esiste: richiedere un piccolo prestito.

Esiste infatti una tipologia di finanziamento adatta proprio a questa particolare esigenza: i prestiti personali per viaggi e vacanze.


Cosa sono i prestiti vacanze?

I prestiti vacanze sono sempre più gettonati e rappresentano la soluzione ideale per chi, pur non avendo una grossa disponibilità economica, vuole sfidare la crisi e concedersi qualche giorno lontano da casa. Si tratta di cifre molto più basse di quelle richieste in qualsiasi altra forma di prestito, ma pretendono le stesse garanzie.

prestiti personali per viaggiare possono essere richiesti presso la propria Banca o direttamente on line. E spesso possono arrivare a coprire anche il 100% delle spese legate al viaggio.

Sono diverse le Banche che offrono prestiti appositamente formulati per chi vuole immediatamente partire per la meta dei propri sogni.

Ecco la proposta di Findomestic:

Findomestic offre un prestito personale molto flessibile che consente di richiedere dai 3.000 ai 10.000 euro, mentre la durata di rimborso varia dai 36 ai 48 mesi a seconda della cifra richiesta

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