mercoledì 9 maggio 2012

Cessione del Quinto: impennata delle richieste

Soldi in tasca proprio non ce ne sono più. Ed ecco che a migliaia si trovano a raschiare il barile se è vero come appare chiaro dai dati che sono in grande crescita le domande di prestito con cessione del quinto dello stipendio.

La cessione del quinto è una formula di prestito dedicata a dipendenti e pensionati, e ad oggi rappresenta il 16,4% del totale delle richieste di prestito effettuate. Sostanzialmente si tratta di ricevere un importo di media entità dalla banca in cambio dell’impegno del 20% del proprio reddito.

Approfondendo la lettura dei dati otteniamo un profilo medio di chi aderisce alla cessione del quinto: uomo di circa 47 anni e prestito di 20.000 euro, identificabile con il tipico capofamiglia che ricorre alla cessione del quinto per fare fronte alle spese non intaccando il proprio stile di vita. Un tentativo di procrastinare il più a lungo possibile il taglio dei propri consumi sperando che cambi il vento e i redditi tornino a salire. Una scelta che, se non si vuole rinunciare a conquiste che in altre epoche sarebbero parse normali quali l’automobile, pare inevitabile in un contesto in cui la crescita di tasse e tariffe ha costretto le famiglie a un esborso annuo superiore ai 2.000 euro.
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E non può essere un caso che sia proprio la cessione del quinto a imporsi più di altre come formula di prestito: tra i principali richiedenti infatti ci sono i dipendenti pubblici ormai alla corda dopo anni di blocco degli adeguamenti contrattuali, delle premialità e nei casi peggiori degli straordinari, il tutto in un contesto di continua crescita dei prezzi e di sempre minori servizi erogati dal pubblico.

Insomma la crescita del ricorso alla cessione del quinto fornisce un ulteriore prova di quanto si sia assottigliato il margine del benessere di quella classe media che tanto ha contraddistinto il benessere delle società occidentali dalle altre.

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